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Giovedì, 20 Aprile 2023 08:44

PREGIUDIZIO E INSICUREZZA

Venerdì 5 maggio alle ore 18 , presso la QR Photogallery,
inaugura la mostra:

PREGIUDIZIO E INSICUREZZA
Fotografie di Claudio Rizzini

Nuovo appuntamento alla QR Photogallery, lo spazio espositivo bolognese dedicato alla fotografia d’autore documentaria, sociale e di ricerca sul territorio, ospitata nel Quadriportico del complesso monumentale ex Roncati, via S.Isaia 90 a Bologna, e gestita dall’Associazione TerzoTropico_APS.

Riuniti sotto un denominatore comune, il fotografo Claudio Rizzini, vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali, e già ospitato a QR Photogallery in occasione di CLOSER, presenta due differenti aspetti della vita nel nord dell’Italia. Differenti ma riconducibili a una sensazione che pervade molti cittadini italiani.


Nel primo lavoro, Lacio Drom, Claudio ha esplorato il mondo dei rapporti con lo “straniero” inteso non solo come cittadino di un altro paese, ma come entità differente, come cultura differente. Lacio Drom – il Buon Viaggio -, racconta infatti la vita di Rom e Sinti, due etnie originarie del Nord dell’India. I loro componenti vengono chiamati con disprezzo “zingari” e sono da sempre considerati diversi e oggetto di discriminazione. La loro presenza non è tollerata, la loro identità negata ma un nuovo Lacio Drom, un nuovo Buon Viaggio, porterà un giorno alcuni di loro lontano, in un’altra città, in un altro campo, pronti a ricominciare l’eterno andare.
Nella mostra Armati di paura il soggetto invece è l’insicurezza. Gli italiani, cedendo all’illusione della difesa sempre legittima proposta dalla politica vogliono più pistole e fucili. Un italiano su 10 detiene un’arma in casa. Ai protagonisti di questo reportage è stato chiesto di farsi ritrarre con le loro armi, nelle stanze delle loro case, nei luoghi in cui si sentono più vulnerabili. Sono loro quindi gli armàti di paura, delegati all’uso estremo della forza, lasciati soli con i propri fantasmi e le proprie debolezze sulla strada di una americanizzazione che non lascia presagire niente di buono.


Inaugurazione, alla presenza dell’autore, venerdì 5 maggio 2023 alle ore 18.

La mostra resterà allestita fino al 20 maggio e sarà visitabile gratuitamente.


In collaborazione con Azienda USL di Bologna e con il patrocinio del Comune di Bologna.

Venerdì, 09 Settembre 2022 08:44

Closer 2022

Venerdì 23 settembre “Closer, dentro il reportage” ritorna con la sesta edizione

TerzoTropico-APS, Witness Journal, Tempo e Diaframma APS e QR Photogallery, in collaborazione con Arci Bologna con Azienda AUSL di Bologna, con il patrocinio del Comune di Bologna, presentano la sesta edizione di “CLOSER - Dentro il reportage”.

La mostra inaugura il 23 settembre alle 18:30 e come sempre sarà un evento dedicato alla fotografia sociale e documentaria, per promuovere nuovi e promettenti autori italiani e stranieri.

I lavori dei vincitori posano lo sguardo su temi sensibili, attuali e a volte duri, in Italia e all’estero. Si esplorano le difficoltà sociali e abitative di un quartiere degradato di Roma e la vita di una mamma ebrea sefardita progressista che vuole per i suoi figli l’uguaglianza di fronte a Dio e agli uomini. Poi ci sono persone che lottano dentro e fuori dal ring come Pamela, un pugile che non può combattere in Nazionale perché non ha ancora la cittadinanza italiana. E poi gli sguardi dei fotografi si spostano sul carcere di Merida, ad oggi uno degli esempi più emblematici di reinserimento sociale, oltre ad essere il carcere meno violento di tutto il Messico e nel deserto di Putin, l'angolo più arido della Russia e del continente europeo che si trova a mille chilometri da Mosca la cui desertificazione, è stata causata dall'allevamento intensivo imposto dal governo.

L’appuntamento è sempre presso QR Photogallery in via Sant’Isaia 90 a Bologna.

I LAVORI VINCITORI


PIETRO ROMEO
IL DESERTO DI PUTIN, SABBIA E AUTOCRAZIA IN RUSSIA

Un paesaggio lunare battuto dai venti, chilometri di steppa e sabbia a perdita d'occhio, villaggi isolati e stazioni di servizio abbandonate. L'angolo più arido della Russia e del continente europeo si trova a mille chilometri da Mosca. La Repubblica Autonoma di Calmucchia è una terra affacciata sul Mar Caspio che mostra ancora le tracce della storia sovietica. La principale è la desertificazione, causata dall'allevamento intensivo imposto dal governo dopo la morte di Stalin. Già alla fine degli anni Novanta, 770.000 ettari del territorio erano costituiti da sabbie sterili, mentre l'80% del suolo mostrava evidenti segni di desertificazione. Oggi il global warming ha messo il popolo calmucco definitivamente in ginocchio. La situazione sembra irreversibile e la politica interna del Cremlino sulla regione non lascia intravedere alcun futuro migliore. L'entourage di Putin ha infatti recentemente introdotto nel governo locale due figure istituzionali quantomeno bizzarre: Batu Khasikov e Dmitrij Trapeznikov. Il primo, un ex kickboxer senza alcuna esperienza politica ma filo-putiniano di ferro, viene eletto Presidente nel 2019. Il secondo, un separatista ucraino molto attivo nella regione del Donbass, diventa sindaco della capitale Ėlista nel 2019 e successivamente Vicepremier, nel 2022. A seguito di quest'ultima nomina, il Presidente Khasikov ha speso l'ennesimo endorsment verso la nuova spalla, affermando che il suo vice prenderà in carico proprio la questione ambientale, supervisionando l'implementazione di risorse per attuare piani di sviluppo agricolo e di contrasto al degrado geologico. Lungi dal risolvere seriamente i problemi della Repubblica Autonoma, i due luogotenenti di Putin vengono timidamente additati dalle opposizioni come semplici pedine sulla sua scacchiera di potere. Tutto ciò esemplificherebbe gli sforzi del Cremlino per aumentare il controllo delle autorità statali sulle singole regioni della federazione e metterebbe a nudo il protocollo autocratico applicato alle periferie d'Impero.



DANIELE STEFANIZZI
CERESO CENTRO DE READAPTACION SOCIAL

Il Messico conta 298 centri penitenziari, tra i più violenti di tutto il mondo. Cereso, il carcere di Merida è gestito dal Professor Francesco Javier Brito Herrera insieme ad Antonio Ramón Gonzáles Zetina e Alejandro Manuel Gonzáles Castillo. Il carcere ospita circa 1200 detenuti di cui 1180 uomini e 20 donne, accusati di omicidi, abusi sessuali, violenza e “delitto contro la salute” (ovvero traffico di droga). Prima che subentrassero i tre gestori, il carcere versava in condizioni problematiche, con risse e aggressioni quotidiane tra i detenuti. Attraverso il dialogo e operazioni di sensibilizzazione il direttore e i suoi collaboratori sono invece riusciti a promuovere una convivenza pacifica tra i detenuti, attraverso attività come lo sport e la scuola. Il carcere è da anni un riferimento importante nello stato dello Yucatan. La gestione è svolta in conformità con le modalità stabilite dalla legge di esecuzione del Messico, ovvero: salute, istruzione, formazione al lavoro, sport, nel pieno rispetto dei diritti umani. I detenuti ricevono assistenza medica e psicologica, affinché riescano a gestire eventuali atteggiamenti violenti. Hanno la possibilità di incontrare le loro famiglie due volte a settimana. La gran parte dei detenuti è impegnata in attività di sartoria, cucina e giardinaggio. Frequentano corsi di inglese, elettronica e marketing, oltre a quelli di scuola primaria e secondaria, e si tengono regolarmente tornei sportivi. Grazie a tutto questo, seppur con i suoi problemi, il carcere di Merida ad oggi è uno degli esempi più emblematici di reinserimento sociale, oltre ad essere il carcere meno violento di tutto il Messico. Nel 2022 si stima che un buon 60% dei detenuti, una volta scontata la pena, non vi farà più rientro.



ALDO FEROCE
IL PALAZZO DEI DESTINI INCROCIATI

Il nuovo Corviale chiamato anche “Serpentone” è un palazzo lungo circa 1 km che sorge in periferia ovest di Roma, nato alla fine degli anni ‘70 per fronteggiare la crisi abitativa. Sin dalla sua nascita questo luogo è stato sinonimo di degrado e delinquenza soprattutto per un malessere gestionale, tanto da farlo diventare uno dei quartieri simbolo di Roma.La storia vede uomini e donne catapultati in un luogo privo di infrastrutture, con addosso ancora le ferite causate dallo strappo dello sfratto di massa, costrette a convivere per forza o per ragione. Persone che hanno dovuto riorganizzare la loro vita attraverso mille difficoltà, cercando di reinventarsela, di colorarla, di viverla con nuove regole e soprattutto con il fai da te. Mentre da anni si parla di riqualificare il Corviale, facendo progetti sulla materia, l’intento dell’autore è stato quello di dare voce e far conoscere il lato umano dei più deboli o meglio gli “invisibili” di cui spesso ci si dimentica, o si parla in modo stereotipato.



MATTEO BERGAMI
PAMELA, GENTE CHE LOTTA DENTRO E FUORI DAL RING

Pamela Malvina Noutcho Sawa è nata a Bafia in Camerun nel 1992 e vive in Italia dal 2000, lavorava come infermiera all'ospedale Maggiore di Bologna e quest'anno con la Bolognina Boxe ha vinto il titolo nella categoria 64 Kg nel 2020. La pugile non può combattere in Nazionale perché non ha ancora la cittadinanza italiana. “Per molti la cittadinanza è il lasciapassare che permette di fare il passo in più, gareggiare a livello internazionale. Lo sport per sua natura ti spinge a sfidare i tuoi limiti per riuscire a migliorarti sempre di più. Non poter combattere ad eventi come gli Europei, i Mondiali o le Olimpiadi è frustrante anche dal punto di vista personale perché non hai potere d’azione, dipendi da tempistiche giuridiche. La cittadinanza non è una questione di merito, ma di diritto. Occorrerebbe un movimento di sensibilizzazione di massa, non solo nello sport ma anche per le persone che incontri ogni giorno, nel quotidiano, a quelli che dicono non esistono neri italiani.” Nel 2022 Pamela esordirà come professionista.



FIORELLA BALDISSERRI e ISABELLA FRANCESCHINI
CRACKING THE MONOLITH

Basta una consonante per scoprire una rivoluzione e una speranza. Da Bar Mitzvah (rito maschile) a Bat Mitzvah (femminile) c’è solo una r che diventa una t, ma a Bologna nel 2021 accade qualcosa di molto più potente: l’accesso all’età adulta di una ragazzina di famiglia ebraica appartenente al movimento riformista che da quattro secoli persegue un cambiamento possibile. Inclusione e salvaguardia della tradizione. Una contrapposizione delicata verso la granitica pratica integralista che considera la donna che parla e legge a voce alta irrispettosa nei confronti di Dio. Voce come centro di riscatto, integrazione, parità. Una mamma ebrea sefardita progressista vuole per i suoi figli l’uguaglianza di fronte a Dio e agli uomini. Il Bat Mitzvah riformato diventa futuro e speranza per Noa, che porta in braccio i sacri rotoli mentre la Rabbina officia l’antico rito religioso, simbolico e legale del diventare adulti. Le congregazioni riformate, sono 1200 in 40 paesi, e contano 1.500.000 ebrei, testimoni di un adattamento che supera qualsiasi stereotipo.



La rivista online Witness Journal dedicherà un numero speciale ai lavori selezionati.

Il programma prevede inoltre:
• lettura portofolio a cura delle Associazioni organizzatrici, sabato 24 settembre dalle 9:00 alle 13:00. 
Per informazioni e iscrizioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
• workshop a cura di Dario De Dominicis che si terrà sabato mattina presso QR Photogallery e sabato pomeriggio e domenica presso Porta Pratello: tutte le info al link: https://witnessjournal.com/corso/workshop-di-fotografia-documentaria-con-dario-de-dominicis/

Mercoledì, 29 Giugno 2022 08:08

La bellezza salverà il mondo?

La bellezza salverà il mondo?

Sabato 2 luglio alle ore 11 presso la Sala d’Ercole di Palazzo D’Accursio a Bologna sarà inaugurata la mostra fotografica “La bellezza salverà il mondo”, che si svolge nell’ambito di #Unannoper30anni, le iniziative organizzate dal Centro Antartide in città in occasione del suo trentesimo compleanno. Fotografie di Cristiana Damiano, Marco Gaiotti, Alberto Ghizzi Panizza, Luigi Piccirillo e Pierluigi Rizzato, raccolte ed esposte grazie alla collaborazione dell’Associazione TerzoTropico, per mostrare con sguardi d’autore quella parte di mondo e di bellezza che dobbiamo fare il nostro meglio per preservare. A tagliare il nastro insieme agli autori, l’assessora del Comune di Bologna al coordinamento transizione ecologica, patto per il clima e candidatura "Città carbon neutral" Anna Lisa Boni, il presidente del Centro Antartide e i referenti di TerzoTropico.

Il nome Antartide fu scelto come richiamo a un continente che 30 anni fa rappresentava un’area che ancora non risentiva degli effetti dell’attività dell’uomo sui suoi ecosistemi: eppure, già in uno dei primissimi manifesti del Centro, dalla superficie ghiacciata sorgeva una palma, indizio evidente di una minaccia, quella del cambiamento climatico, che nel corso di questi 30 anni è divenuta realtà. Al principio delle attività del Centro Antartide di Bologna infatti, che nasceva proprio dal movimento delle “Università Verdi” italiane, i temi legati alla sostenibilità, alla tutela e all’uso responsabile delle risorse come biodiversità, aria, acqua, energia, sono stati al cuore delle iniziative e dei progetti che, specialmente nei primi anni, avevano la finalità di raccontare con linguaggi vicini a tutti i cittadini, proprio come la fotografia, temi complessi legati agli ecosistemi e all’equilibrio ambientale e spesso ancora lontani dalla quotidianità di ciascuno.

“La bellezza salverà il mondo?” è una mostra fotografica che si propone di esaltare la bellezza del mondo animale e vegetale attraverso le immagini realizzate da cinque grandi fotografi italiani esperti in reportage naturalistici, per rinnovare il richiamo alla nostra “Antartide”, quella parte di mondo vicina e lontana sulla quale possiamo posare il nostro sguardo e riscoprire la bellezza della biodiversità, dei paesaggi, delle creature che insieme a noi popolano questo pianeta. Uno sguardo che possa animarci a fare del nostro meglio per preservare questo patrimonio.
La mostra è visitabile gratuitamente per tutto il mese di luglio presso la Sala d’Ercole del Comune di Bologna a Palazzo D’Accursio (orari e giorni nel flyer allegato): sarà inaugurata sabato 2 luglio da Anna Lisa Boni assessora del Comune di Bologna con delega al coordinamento transizione ecologica, patto per il clima e candidatura "Città carbon neutral", dal presidente del Centro Antartide Marco Pollastri e da Ivano Adversi e Cristina Berselli di TerzoTropico, curatori della mostra e che con il Centro Antartide hanno condiviso quasi tutti questi 30 anni di storia.

L'incontro infatti si inserisce nell'ambito di "Un anno per 30 anni", la serie di appuntamenti organizzati dal Centro Antartide in occasione del nostro 30esimo compleanno, che vogliono approfittare di questa ricorrenza per ricordare ma soprattutto rileggere il percorso fatto fin qui, insieme alla città che da sempre è stata il nostro laboratorio e ai tanti soggetti di tutta Italia e non solo che hanno condiviso con noi parti del cammino. Vogliamo che questo compleanno sia un’occasione non tanto per ricordare il passato ma per confrontarci sulle nuove sfide ambientali e sociali che attendono la nostra comunità, cittadina e nazionale. Per ragionare sul presente guardando al futuro, con la consapevolezza del passato. Gli appuntamenti proseguiranno nelle prossime settimane e nei mesi fino all’autunno, con azioni diffuse che animeranno vie e strade della città, incontri pubblici che vedranno come protagonisti esperti nazionali e internazionali che porteranno a Bologna riflessioni su alcuni temi chiave del lavoro di questi anni, dalla vivibilità urbana alla mobilità scolastica, dalla pedagogia del sorriso alla gentilezza. Una seconda mostra attende la città in autunno, a partire da un altro dei linguaggi, la vignetta, che da sempre nella storia di Antartide è stato uno strumento per raccontare i temi della sostenibilità ambientale e sociale a pubblici sempre diversi, con leggerezza e ironia. Le iniziative, che si stanno realizzando con la collaborazione del Comune di Bologna, si concluderanno in occasione della Giornata Mondiale della Gentilezza, il 13 novembre.

Martedì, 14 Giugno 2022 08:27

Sei bella da morire

SEI BELLA DA MORIRE

Il 24 giugno 2022 alle ore 18, inaugurerà a Bologna la mostra fotografica SEI BELLA DA MORIRE, ospitata nello spazio espositivo QR Photogallery nel quadriportico dell’ex Ospedale Roncati, in Via Sant’Isaia 90 a Bologna.
L’iniziativa è promossa dall’ associazione TerzoTropico-APS ed è stata realizzata dai soci dell’associazione Ikonica, di Roma.

Sarà disponibile in vendita il Catalogo. Il ricavato verrà destinato ad associazioni che si occupano dell’assistenza a donne che hanno subito violenza e che, fortunatamente, sono sopravvissute e scampate alla furia dei loro aguzzini.

Ogni tre giorni una donna viene uccisa da un maschio, a volte viene uccisa con i suoi bambini. Se il maschio possiede un’arma, la usa. I maschi che non hanno una pistola o un fucile usano quello che trovano. Un coltello, un martello, un bastone o solamente le mani. Queste sono le vicende che mi è capitato di fotografare. Madri e figli uccisi, figli sopravvissuti, maschi vigliacchi al punto di non riuscire a uccidersi. Ho visto gli occhi di un bambino al quale il padre aveva ucciso la madre e ho visto l’assassino portato via in manette. Sono un fotoreporter e da oltre 30 anni lavoro a La Repubblica, nella cronaca di Roma. Ho visto una donna decapitata, una ragazza data alle fiamme. Ne ho viste tante di donne uccise e tante menomate per sempre, bruciate con l’alcol e la benzina. Ho incontrato molte persone disposte ad aiutarle, donne che aiutano altre donne, polizia, carabinieri, assistenti sociali, avvocatesse, psicologhe pronte a dare se stesse per portare aiuto. Chi per il proprio lavoro chi in associazioni create per quello scopo. Purtroppo spesso mancano i fondi, molte di queste associazioni non hanno di che andare avanti.

Sono uno dei soci fondatori dell’associazione Ikonica. Sono anche un docente di fotografia all’interno dell’associazione e da circa dieci anni cerco di veicolare la fotografia al di fuori delle realtà dei social, cercando di trasmettere quello che ho imparato. Ho cercato di far capire che la fotografia è da sempre uno dei più potenti mezzi per veicolare idee e sentimenti. Da qui l’idea di promuovere, tra le socie e i soci di Ikonica, un lavoro fotografico che potesse descrivere quello che si prova di fronte a una tragedia quale è la violenza di genere. Così è nato il progetto SEI BELLA DA MORIRE, al quale hanno aderito in tanti, con lo slancio e l’entusiasmo dati dalla possibilità di esprimersi nella massima libertà. Chi era più esperto ha aiutato chi era meno attrezzato, pur rispettando la sensibilità e la visione del fotografo. Donne e uomini capaci di esprimere quello che sentono e provano di fronte a questa tragedia. Ora le foto ci sono e sono esposte senza premi o riconoscimenti particolari, se non la testimonianza di quello che provano le persone comuni. Tutte le foto sono bellissime e tutte esprimono i sentimenti e l’esperienza di vita di ogni fotografa e fotografo. Riflettono il sentimento più intimo e profondo di ognuno di noi. La mostra ha anche lo scopo di raccogliere fondi da devolvere a una o più associazioni che si occupano di donne che hanno subito violenza, fortunatamente sopravvissute e scampate alla furia dei loro aguzzini.

Angelo Franceschi

Venerdì, 18 Marzo 2022 08:20

Closer Bando 2022

Closer Bando 2022

Bando di partecipazione

QR Photogallery, Witness Journal, TerzoTropico-APS e Tempo & Diaframma, in collaborazione con Arci Bologna, presentano la sesta edizione di “CLOSER - Dentro il reportage” un evento dedicato alla fotografia sociale e documentaria, appuntamento a cadenza annuale che ha l’obiettivo di promuovere nuovi e promettenti autori italiani e stranieri. Anche quest’anno saranno selezionati cinque lavori che verranno esposti nella mostra collettiva prevista a Bologna, presso lo spazio espositivo di QR Photogallery, nell’autunno 2022. Oltre alla collettiva sono in programma altre mostre, incontri e workshop, e un numero speciale della rivista Witness Journal dedicato ai lavori selezionati. La giuria che selezionerà i cinque progetti fotografici sarà composta da membri delle associazioni partner di CLOSER.

Le candidature vanno presentate secondo la procedura descritta nei seguenti link:

CLOSER Bando 2022

CLOSER Regolamento 2022

Martedì, 30 Novembre 2021 14:14

Portici, patrimonio di cultura e identità

Portici, patrimonio di cultura e identità

I Portici Bolognesi da pochi mesi sono Patrimonio dell’umanità. Per celebrare il riconoscimento dell’Unesco, le associazioni fotografiche TerzoTropico-APS e Tempo e Diaframma APS in collaborazione con il Comune di Bologna e con Confcommercio ASCOM, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo e Gruppo Hera hanno ideato e allestito una mostra fotografica, che ha avuto anche il patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Bologna e dell'Ordine dei Giornalisti di Bologna.

La mostra sarà esposta dal 10 Dicembre al 29 Gennaio presso QR Photo Gallery, in via Sant’Isaia 90 e sarà accompagnata da un Catalogo (Edizioni Minerva) dove potrete leggere interviste e racconti di bolognesi illustri e sconosciuti.

Apri il pdf dell'intero programma al seguente link:
PROGRAMMA - Portici, patrimonio di cultura e identità 2021

Link al servizio del TG1 che parla della mostra:
TG1-Rai, Portici bolognesi Patrimonio dell’umanità

Giovedì, 30 Settembre 2021 12:54

Closer 2020-2021

Closer 2020-2021

Dopo più di due anni e mezzo dall’ultima edizione finalmente torna a Bologna il festival di fotografia sociale e documentaria Closer | Dentro il Reportage. Da venerdì 29 ottobre – con inaugurazione alle 18:30 – fino a sabato 13 novembre, all’interno spazi di QR Photogallery il festival ospiterà le mostre dei lavori premiati delle due ultime edizioni: la quarta, rinviata per due volte a causa della pandemia, e la quinta. Closer apre spazi di visibilità per i temi raccontati dai reportage selezionati tra le numerose proposte ricevute, occasioni di confronto e di formazione. Con Closer il mezzo fotografico si fa portavoce di istanze rilevanti e attuali, che entrano dai diversi angoli del mondo nella città di Bologna a suscitare riflessioni condivise per una società inclusiva. Anche quest’anno il programma prevede diversi momenti di incontro, mostre, workshop e letture portfolio.

Apri il pdf dell'intero programma al seguente link:

PROGRAMMA COMPLETO CLOSER 2020 - 2021
Lunedì, 06 Settembre 2021 14:22

Appunti di Viaggio

Girovago - Appunti di Viaggio

Domenica, 23 Ottobre 2022 15:35

Jazz Bologna

Nell'ambito delle manifestazioni collegate al BJF (Bologna Jazz Festival), mercoledì 26 ottobre 2022 alle ore 17.
Sala Manica Lunga di Palazzo D'Accursio, Piazza Maggiore 3 Bologna. L'esposizione della prima parte, nella Sala della Musica di Salaborsa, in Piazza Nettuno 6, sarà prorogata fino al 26 novembre.

Venerdì, 22 Gennaio 2021 13:56

CLOSER 2021 - Comunicazione Vincitori

CLOSER 2021 - Comunicazione Vincitori

Anche il quinto concorso di Closer si è concluso e la giuria composta dalla redazione di Witness Journal, Arci Bologna, Terzo Tropico e Qr ha designato i cinque vincitori. In ordine alfabetico essi sono:

  • Carlo Bevilacqua (Queer Divine),
  • Adele Della Pozza (My selves),
  • Antonio Presta (In fondo ai colori),
  • Antonio Tartaglia (Fishing for plastic);
  • Marylise Vigneau (Innocent prowls through Pakistan).

Come ogni anno la qualità degli scatti è stata molto alta, quindi le aspettative sono state rispettate. Quanto mostrato nelle fotografie ricopre vari ambiti della società in cui viviamo oggi e spaziano tra temi di tipo ambientale e di genere, passando per la situazione dei più bisognosi nel lontano Pakistan. 

CARLO BEVILACQUA

Queer Divine è un progetto fotografico su scala internazionale che esplora la presenza della fluidità di genere (Lgbtiq) in varie culture e tradizioni e, nel caso, il loro rapporto con il divino. Il concetto binario di genere delle società occidentale è relativamente recente nella storia umana e si è diffuso con la colonizzazione europea anche se già presente con le religioni abramitiche. Diverse culture in tutto il mondo riconoscono diversi generi sessuali e la presenza di società poligender possono essere ricondotte all'antichità in quasi tutti i continenti. Ci sono molte culture che concepiscono la propria organizzazione sociale con una diversità di genere molto più ampia e non includono parole come "gay" o "transgender", che sono neologismi occidentali. Per fare solo un esempio l'esistenza di un "terzo genere" è riconosciuta dall'Induismo fin dai tempi vedici. Diversi testi indù affermano che alcune persone possono nascere con una natura mista di maschile e femminile. Questo popolo è considerato dagli ortodossi dell'induismo come "benedetto dagli dei" e, fino all'arrivo dell'islam, non ha mai subito discriminazioni o ostracismo. Dalle Muxes messicane alle Hijras indiane , dagli Omeggids ai Femminielli Napoletani, e ancora dai Sekrata Malgasci alle Fa'afafine di Samoa insieme a tutte le altre presenze Lgbtq nelle culture tradizionali di tutto il mondo, con il proprio modo diverso di chiamare lo stesso fenomeno, storicamente e culturalmente riconosciuto, sono la testimonianza e la prova che tutte le società umane non sempre hanno avuto un'organizzazione esclusivamente binaria a dimostrazioni dell'esistenza e della presenza della fluidità di genere sin dalla nascita dell'umanità.

ADELE DELLA POZZA

"My selves" è un progetto fotografico sulla percezione, esplorazione e rappresentazione del sé, "dei" sé, da parte di ragazze e donne in diversi paesi (Giordania e India fino ad ora), dove norme socio-culturali storicamente radicate impongono loro specifici comportamenti come diretta conseguenza del loro genere. Si ritrovano così a dover incorporare diversi sé, spesso contrastanti tra di loro, ossia quello che vogliono essere e quello che devono essere. Attraverso un percorso di esplorazione personale, le donne ritratte trovano lo spazio per indagare dentro di sé, per porsi domande scomode e talvolta dolorose sulle persone che sono e che vogliono essere, per trovare nuove risposte. Infine, l'autrice ha scelto soggetti principalmente appartenenti a classi sociali privilegiate, sia in Giordania che India, per mostrare come le difficoltà con cui si trovano a fare i conti ordinariamente non sono esclusive alla parte della popolazione considerata più "svantaggiata".

ANTONIO PRESTA

Antonio Presta si concentra sulla storia di un singolo individuo nominato M.M. Il soggetto ritratto è un uomo di 50 anni che vive  in un appartamento all'ottavo piano di un palazzo di fronte al mare. Una casa che lui ha trasformato, togliendo la maggior parte dei mobili e dipingendo sulle pareti i fantasmi che vivono dentro di lui. La sua espressione principale è la pittura. M.M. fa uso di droghe dall'età di 16 anni da anni, dipendente dalla cocaina, ha un bisogno giornaliero costante che lo spinge appena sveglio a cercarla. Vendendo le tele si procura il denaro. Vive solo, in compagnia delle figure dipinte sulle pareti di casa. Come spiega l'autore, M.M. non ha più riguardo per se stesso, consumato dal desiderio esclusivo della droga e della pittura. "In fondo al colore" è un lavoro fotografico che racconta la vita di M.M. in continuo bilico tra follia, pittura e dipendenza, in uno spazio senza tempo dove non esistono più confini.

ANTONIO TARTAGLIA

Il tema principalmente è di carattere ambientale. Tartaglia nel suo lavoro affronta il tema sempre attuale della salute dei mari e, nello specifico, del mare Adriatico attraverso il progetto "Salvamare" ancora al palo in Parlamento. Tartaglia, alternando immagini di still life con altre più dinamiche, mette insieme dati di cronaca sulla salute dei nostri mari e gli scatti a bordo delle barche utilizzate per la raccolta. La maggior parte dei rifiuti è di provenienza terrestre, prima ancora che marina.

MARYLISE VIGNEAU

Questa serie (con scatti prodotti tra gennaio 2010 e gennaio 2019) è un viaggio prevalentemente soggettivo attraverso il Pakistan. La costruzione in dittici proposta dall'autrice è avvenuta lentamente e nel corso degli anni. Vigneau ha cominciato a comprendere gli strati differenti di realtà, ad attraversare la patina degli oggetti, a identificare le trame, i personaggi e le sfumature, e a mescolare il tutto con le ombre del mio teatro interiore. Le immagini si sono fusi ed hanno assunto un senso nuovo nato da scontri apparenti o da sembianze inaspettate. Il percorso è diventato un gioco con la realtà, una sorta di collage, una conversazione immaginaria.

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